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Alessandro Crenna

è nato ad Angera dove vive e lavora.

Ha iniziato a dipingere da giovane, frequentando lo studio del pittore Luigi Brunella, consumando montagne di carta ed esercitandosi nel figurativo.

Questo lungo tirocinio non è certo stato inutile; l’abilità nel disegno, la sicurezza del tratto, traspare in tutte le sue opere.

La sua pittura non è facile, è forte, graffiante, decisa; talvolta potrebbe sembrare quasi dura, ma questo solo ad un primo esame, a chi da’ una rapida occhiata.

Osservando meglio si può, si deve, vedere, comprendere che queste opere rappresentano la vita con le sue gioie, i suoi dolori, la quotidianità insomma.

Magari viste attraverso un immaginario caleidoscopio, dove le immagini nitide, precise si intersecano per formare altre figure, altre forme che si fondono in un “unico pittorico” di grande spessore.

Questi quadri rappresentano egregiamente l’artista: una persona che ha dedicato l’esistenza al lavoro, che ama la famiglia, il contatto con la natura, gli animali. Un uomo aperto, cordiale, ma quando si inizia a parlare della sua arte, della sua pittura, tende a chiudersi, vuole sminuire, non dà la giusta importanza a quello che ha fatto e quello che fa.

Crenna dipinge per il suo piacere, anche se le sue opere sono state esposte in molte città italiane ed i suoi quadri, fanno parte di molte collezioni.

Molti dei suoi lavori, sono eseguiti con pochi tratti, poche pennellate, eppure sono opere complete che talvolta ricordano , per l’essenzialità, per la pulizia delle figure e per l’emozione che trasmettono, la pittura di Guttuso.

I quadri di Crenna, non sono solo da vedere, ma da vivere: davanti a certe opere, si ha l’impressione di poter entrare nel quadro, per partecipare a quella situazione, a quel momento che è stato fissato sulla tela. Si partecipa quindi alla sua vita, perchè tutti i quadri di Crenna rappresentano momenti di vita vissuta, raccontano fatti di cronaca, impressioni : la vita di un artista.

Un artista non ancora valorizzato e conosciuto come dovrebbe, ma questa è anche una sua colpa: non si è mai impegnato per farsi conoscere, non ha mai sgomitato per farsi notare, per pubblicizzarsi; dedica tutto il suo tempo alla vita ed alla sua pittura e non gliene rimane per il merchandising: una colpa o un pregio?

 

 Angera, Agosto 2000                                  Giuseppe Scotti